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Gayatri | ActionAid

Gayatri

Il nuovo centro nascita nel mio villaggio mi ha cambiato la vita. Ora mi sento protetta.

Gayatri ha 26 anni e vive nel villaggio di Phayal Gaun in Nepal. Il suo villaggio è raggiungibile solo a piedi, perché non ci sono strade percorribili in auto nella zona.

“Durante le mie prime quattro gravidanze, non ho mai fatto un controllo. Non c’erano ambulatori al villaggio e quello più vicino era a quattro ore a piedi di distanza. Era troppo pericoloso un cammino così lungo nel mio stato. Inoltre non ero pienamente cosciente dell’importanza dei controlli prenatali. Il mio primo travaglio è durato tre giorni. C’era solo mia suocera ad assistermi. Il bambino è nato morto per mancanza d’ossigeno: era podalico e il travaglio si era protratto troppo a lungo. La ricordo come un’esperienza terribile, che si è ripetuta col secondo figlio, morto anche lui durante il parto”.

L’esperienza di Gayatri era purtroppo comune a tutte le donne del villaggio, che fino al 2016 non ha avuto un ambulatorio. I parti avvenivano in casa o addirittura nei campi, senza assistenza e senza conoscenza da parte delle donne dei rischi e delle precauzioni necessarie.

“Dopo i primi due parti, ho avuto altri tre figli e devo dire di essere stata fortunata a sopravvivere, considerando la mancanza di controlli durante la gravidanza e di assistenza durante il parto. Solo il mio ultimo parto si è rivelato un’esperienza completamente diversa e positiva. Nel mentre infatti con il supporto di ActionAid, nel mio villaggio era stato aperto un centro nascita con tutta l’attrezzatura necessaria per garantire un parto sicuro. Così ho potuto fare tutti i controlli pre e post-natali e alla fine il parto è stato molto più semplice, perché mi ha seguito del personale ostetrico qualificato. Mi sono sentita al sicuro e non ci sono stati problemi durante la nascita”.

Il centro è stato aperto nel 2016 e da allora ha assistito 40 donne.

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Ora ho accesso all’assistenza medica indispensabile di cui ho bisogno. Ho fatto fare al mio figlio più piccolo tutte le vaccinazioni, che non avevo potuto assicurare agli altri miei figli. Non avrei dovuto perdere i miei primi 2 figli e farne di più solo come conseguenza del non aver avuto assistenza medica qui al villaggio. In ogni caso, mi rende felice raccontare che nessuna donna del nostro villaggio adesso partorisce a casa e che il centro nascita ha contribuito a migliorare la salute di madri e figli”.

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