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Nadira | ActionAid

Nadira

Subire violenza è stato terribile, ma grazie al sostegno di ActionAid sono riuscita a curarmi e tornare a scuola.

Nadira ha 21 anni e vive in un piccolo villaggio in Uganda. Pur essendo molto giovane, ha già dovuto affrontare un grande trauma.

A ottobre 2013, un pomeriggio era stata al mercato per vendere una mucca del piccolo allevamento di famiglia e guadagnare il necessario per le tasse scolastiche. Prima del rientro, intorno alle 10 di sera, mentre stava andando in un bagno pubblico, fu aggredita da un uomo, che la trascinò dietro un cespuglio e abusò di lei insieme a un amico. I due, dopo lo stupro, la lasciarono lì svenuta.

“Restai lì abbandonata tutta la notte, fino a quando fui trovata la mattina dopo da un uomo che mi sentì piangere e mi accompagnò in ospedale, dove fui ricoverata per tre giorni”.

Nel frattempo la polizia arrestò i colpevoli del suo stupro, rintracciati perché si vantavano dell’accaduto. Sarebbe stata necessaria una deposizione di Nadira, ma in quei giorni era sotto shock e non in grado di parlare.

“Dopo tre giorni in ospedale, purtroppo non stavo ancora bene e continuavo ad avere perdite di sangue, così fui trasferita in un rifugio di ActionAid, raccomandatomi dalla polizia, per altre cure.

Al rifugio ho ricevuto cure e consulenza psicologica e mi hanno poi fornito un servizio di accompagnamento, così sono potuta tornare a casa, andare alle visite in ospedale, a scuola e ritornare dalla polizia per la mia deposizione.

Al centro sono stata bene, perché c’era un guardiano ogni sera e mi sentivo protetta. Tornare a casa all’inizio non è stato facile. Mi sono fatta forza, ho continuato a studiare e ho passato i miei esami.

Sono rimasta in contatto col centro di ActionAid e mi hanno aiutata a seguire il processo contro il mio stupratore”.

Il caso di Nadira non è stato semplice: purtroppo gli agenti corrotti finsero inizialmente di aver perso il fascicolo per non dover seguire il caso. Alla fine, su pressione dello staff del rifugio, l’azione legale è andata avanti e ad agosto 2018 i colpevoli dello stupro sono stati condannati a dieci anni.

Nadira adesso ha una figlia, con cui è molto protettiva. Vuole farla studiare e spera che un giorno possa diventare avvocato, promuovere la giustizia e occuparsi delle donne e delle ragazze della sua comunità.

Il nostro impegno contro la violenza sulle donne

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