L’urgenza di interventi concreti e strutturati diventa ogni giorno più evidente
L’Italia non ha ancora un vero Piano Strategico Nazionale sulla violenza maschile contro le donne. Il vecchio piano, scaduto nel 2023, è stato prorogato senza una nuova strategia chiara e concreta. Questo significa che il Paese continua a operare senza un piano aggiornato e realmente incisivo per prevenire e contrastare la violenza di genere.
Questi ritardi ci preoccupano. Un esempio? Il bando da 2 milioni di euro per finanziare progetti di sensibilizzazione e informazione sulla violenza di genere, aperto nel febbraio 2022. Nonostante l’urgenza del tema, la graduatoria definitiva è stata pubblicata solo a gennaio 2025, oltre due anni dopo. Un’attesa inspiegabile.
Un ritardo inaccettabile
La lentezza burocratica e l’assenza di una nuova strategia nazionale non sono solo segni di inefficienza amministrativa, ma dimostrano che la lotta alla violenza sulle donne non è una priorità per questo Governo. E mentre si continua a rimandare, le vittime aumentano: i femminicidi di questi ultimi giorni ne sono un esempio lampante.
Ribadiamo quindi la necessità di azioni strutturate e diversificate per affrontare le radici culturali della violenza di genere. Serve un Piano Strategico Nazionale 2024-2026 che preveda finanziamenti adeguati per la prevenzione e programmi di educazione all’affettività e alla sessualità già nelle scuole dell’infanzia. Ma non basta. Bisogna coinvolgere anche chi è fuori dal sistema scolastico, perché i dati ISTAT dimostrano che la maggior parte delle violenze è commessa da uomini tra i 25 e i 54 anni.
La soluzione? Interventi su larga scala
Non si può pensare di risolvere un problema così radicato con azioni sporadiche. Servono interventi trasversali che coinvolgano diversi settori della società:
- Campagne di sensibilizzazione continue
- Formazione obbligatoria su parità di genere e stereotipi per lavoratori pubblici e privati
- Regole più rigide per media, social network e industria culturale
- Coinvolgimento del mondo dello sport e del tempo libero
- Programmi di educazione alla genitorialità per superare i modelli tossici di mascolinità
- Formazione per chi ricopre cariche istituzionali, affinché le politiche siano davvero efficaci
Serve un cambio di rotta
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre 2024, abbiamo lanciato la campagna “Oltre le parole“. La campagna denuncia il divario tra l’urgenza del problema e il disinteresse politico, chiedendo azioni concrete. I numeri parlano chiaro: il 94% degli italiani considera la violenza sulle donne una priorità, ma solo l’1,5% dei post pubblicati dalla classe politica ne parla.
Per contrastare davvero la violenza sulle donne, non basta concentrarsi solo sulle emergenze. È necessario lavorare sulle politiche economiche, sociali, educative e culturali, eliminando le discriminazioni di genere che spesso vengono ignorate. Solo così si potrà prevenire e ridurre la violenza maschile contro le donne.
Da anni portiamo avanti progetti concreti per prevenire e contrastare la violenza di genere. Con NORA (Network of Organisations for Rights and Autonomy), avviato nel 2024 con il supporto dell’Unione Europea, sosteniamo le organizzazioni della società civile che operano per i diritti delle donne. Con Youth4Love, invece, promuoviamo l’educazione alla parità di genere nelle scuole, coinvolgendo giovani e docenti per prevenire la violenza fin dall’infanzia.